© MAKRO photographers

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Speech by David Zahra, founding partner of David Zahra & Associates Advocates, during the Lugano Fund Forum held at Lugano, Switzerland on Monday 25 November 2013.

Negli ultimi giorni, avrete sicuramente sentito le parole del Primo Ministro Inglese David Cameron e anche del Principe di Galles che hanno evidenziato l’interesse dell’Inghilterra – particolarmente nella City– di diventare un centro mondiale per la finanza Islamica.

Anche qualche mese fa, il ministro della finanza lussemburghese ha detto che l’Europa può imparare dalla finanza islamica.

Ma perche’ si dice questo?

Perche’ durante la crisi – descritta come la crisi economica e finanziaria (e anche di governance) piu’ difficile dagli anni 30 – i fondi di investimento islamici sono rimasti stabili e sono sopravissuti alle difficolta’ delle economie mondiali, emergendo come quelli piu’ affidabili.

La finanza islamica offre in fatti un approccio differente rispetto a quello tenuto dal mondo occidentale, nel mercato degli investimenti e nel modo di fare utili.

Dopo le ultime crisi finanziarie del nostro sistema, gli operatori del settore si sono interessati in maniera forte a questa.

I fondi di investimento islamici sono diventati una vera alternativa per la gestione del patrimonio.

Questo perche, tra l’altro:

1. vietano la speculazione e, invece,

2. promuovono una partecipazione attiva del gestore nella società o nel bene in cui il fondo avra’ investito, per un periodo di medio-lungo termine, al fine di generare utili per gli investitori.

Il fondo d’investimento islamico e’ oggi lo strumento che presenta il minor grado di discrezionalita’ tra quelli proponibili nel mercato occidentale.

Anche la crescita della ricchezza, all’interno del Medio Oriente, ha incoraggiato i gestori di fondi a considerare la costituzione di questi sia come prodotti stand-alone, sia come parte di una strategia di investimento più ampio a completamento degli investimenti esistenti per gli investitori.

Anche i numeri parlano da soli:

–          entro il due mila e trenta, la percentuale di cittadini musulmani in Europa sara’ del cinque per cento;

–          a livello mondiale, sara’ del venti-sei virgola quattro per cento (oggi giorno siamo al venti-tre per cento); e

–          il dieci per cento e’ il tasso di crescita annuo che si registra nel settore dei fondi di investimento islamici.

Ma come funziona un fondo d’investimento islamico?

Per molti aspetti, le caratteristiche di un fondo di investimento islamico non sono diversi da quelli di un fondo d’investimento convenzionale, anzi tutt’altro; si pensa ad esempio alla fiscalita e l’ordinamento regolamentare.

La particolarita’, ossia quello che li distingue, sta nel fatto che si da’ una ampia importanza a quelli che sono i principi fondatori dettati dalla Sharia, ossia dalla legge islamica.

Devono essere quindi seguiti i dettami della stessa che sottintendono il rispetto della morale e dell’etica.

Ogni fondo di investimenti islamico e’ supervisionato da un Comitato di Vigilanza sulla Sharia che accerta e certifica periodicamente che tutte le operazioni svolte dal fondo siano conforme all’Islam. I membri di questo Comitato di Vigilanza vengono scelti tra professori e dottori specializzati riconosciuti in campo islamico, finanziario e del diritto.

Ci saranno dei vincoli sul fondo d’investimento sia in termini di attività delle società in cui il fondo partecipa, sia nelle tipologie di attività in cui il fondo potra’ investire; per esempio: il divieto dell’impostazione d’interessi o l’esigenza di purificare il guadagno haram (o proibito).

I fondi di investimento islamici possono essere stabiliti per investire in una gamma ampia di asset class, tra cui immobili, trasporto, aviazione, private equity e commodities.

I fondi di investimento islamici hanno un valore tipicamente minore di quaranta millioni di euro. Ed in fatti questo e’ uno dei punti per cui Malta e’ la location ideale per stabilire questi tipi di fondi.

Perche’ Malta?

La dimensione media di fondi costituiti a Malta e’ di venti millioni di euro. Malta e’ infatti molto popolare come location per fondi piccoli e medi – visto che qui vengono offerti notevoli vantaggi che migliorano l’efficienza dei costi, rendendola un’alternativa competitiva alle altri location europee.

Spese legali e contabili sono inferiori alla maggior parte dei centri finanziari europei, come lo sono gli altri costi operativi e gli stipendi che si aggirano in torno al 20-30 per cento di risparmio rispetto a quelli degli altri centri.

Malta, come gia’ accennato da Valletta Fund Services e come sentirete nella presentazione seguente, offre una vasta gamma di veicoli di investimento che possono essere strutturati in modo che i fondi possano essere compatibili con i principi della Sharia.

Anche la posizione geografica rende Malta ideale visto che si trova all’incrocio tra l’Europa e il Nord Africa.

Essendo stato membro dell’Unione Europea, e avendo un ordinamento completamente in linea con le norme della stessa con particolare riguardo ai servizi finanziari, ma essendo allo stesso tempo molto vicina al Nord Africa dove c’e’ una indicazione forte che il sistema economico e finanziario verra’ – in varie misure – basato sul sistema islamico, la stessa si rende particolarmente favorevole ad ospitare tali fondi.

Inoltre, il vantaggio piu’ importante, e’ che la MFSA, l’unica autorita’ di regolamentazione dei servizi finanziari a Malta, ha emesso a Marzo del due mila e dieci, delle linee guida sulla costituzione e la gestione di fondi di investimento islamici a Malta.

Prima di tutto, la MFSA conferma che, fondi di investimento islamici possano essere costituiti a Malta:

–          come fondi per investitori professonali; o

–          come fondi retail; o

–          come fondi nella forma di UCITS, i quali beneficiano dei vantaggi del passaporto unico.

Le linee guida inoltre entrano nella specificita’: per esempio stabiliscono che i fondi azionari possano essere costituiti come fondi retail (quindi aperti al pubblico), fondi UCITS o fondi per investitori professionali. Ma, per esempio, fondi ijarah, che investono in asset class (o tipi di beni) non-convenzionali, possano essere costituiti solo come fondi per investitori professionali.

Le linee guida stabiliscono inoltre che la responsibilita’ per la compliance del fondo con i principi islamici e’ del gestore del fondo pero’ delineando, tra l’altro, i parametri tra i quali puo’ agire il Comitato di Vigilanza sulla Sharia.

Per esempio, il Comitato dev’esser composto da al meno due dottori della finanza islamica che sono riconsosciuti internazionalmene e che devono essere independenti dal gestore del fondo.

Anche per quanto riguarda il prospetto del fondo, il fondo di investimento islamico deve rivelare alcune cose particolari, come per esempio:

–          le modalità di nomina e dettagli del Comitato di Vigilanza sulla Sharia;

–          le caratteristiche principali delle linee guida della Shari’a che sarà seguita dal Comitato; e, soprattutto

–          un disclaimer che gli amministratori ed i gestori dei fondi sono responsabili ad assicurare che il fondo soddisfi i principi rilevanti della Shari’a e suoi requisiti come mostrato nel Prospetto; e

–          spiegare i rischi relativi al fatto che e’ Sharia compliant.

Conclusione

La finanza islamica è ancora qualcosa di nicchia. Pero’ è certamente in crescita e offre aspetti molto promettenti.

Fondi islamici europei rappresentano attualmente l’otto virgola tre per cento dei fondi islamici al mondo.

Le prospettive di crescita degli stessi prevedono un continuo miglioramento in virtu’ di una sostenuta crescita economica, con particolare riferimento al petrolio e alla produzione di materie prime.

Ed e’ per questo motivo che Malta, con la sua naturale vocazione di punto di incontro tra Europa, Oriente e Nord Africa e grazie alla sua stabile reputazione come centro finanziario flessibile e capace di adeguarsi al mercato, costituisce ed offre quindi la location ideale per tali attivita’.